Stelle migranti
Antonietta Angela Bianco
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C’era una volta un cielo pieno di stelle.
Alcune brillavano ferme, immobili,
altre, invece, cadevano.
Non perché fossero meno luminose,
ma perché portavano un desiderio più grande.
Erano le stelle migranti,
quelle che lasciavano la propria costellazione
per cercare un’altra luce altrove.
Non sempre cadevano per scelta,
spesso era il vento della guerra
o il gelo della fame a spingerle giù.
Portavano con sé i nomi delle madri,
il profumo delle case in fango e preghiera,
la lingua dell’infanzia cucita nel cuore
come un canto che nessuno sapeva più ascoltare.
Ogni notte, il cielo ne perdeva qualcuna.
E la Terra le guardava arrivare,
a volte accoglieva,
a volte si voltava dall’altra parte.
Una di queste stelle si chiamava Nur.
Aveva solo tredici anni
e negli occhi il riflesso del deserto.
Salì su una barca fatta di lamiere e speranze,
stringendo una bambola senza braccia
e lasciò il suo villaggio che odorava di tè e sabbia.
Il mare era una coperta scura e fredda.
Le onde parlavano una lingua che urlava e inghiottiva.
Ma Nur teneva gli occhi al cielo:
non voleva dimenticare da dove veniva.
Ogni notte contava le stelle rimaste lassù,
per sentirsi ancora parte di qualcosa.
Giunta a riva, fu accolta da muri.
Non di pietra, ma di sguardi.
Fu chiamata “clandestina”,
come se il suo sogno fosse un crimine.
Dormì sotto un ponte,
imparò parole nuove che ferivano
più di quelle che non capiva.
Eppure, ogni sera, Nur alzava gli occhi.
«Non sono caduta per spegnermi»
diceva al vento,
«sono caduta per cercare un’altra notte dove brillare.»
Molti non la videro mai davvero.
Altri passarono, e la scambiarono
per una delle tante stelle spente.
Ma chi sapeva guardare bene
scorgeva nel suo passo incerto
un riflesso di luce,
un frammento di cielo che non aveva dimenticato come si sogna.
E così, ogni volta che vedete una stella cadente,
ricordate:
non è solo un desiderio che cade,
è anche un cuore che cerca di restare acceso
in un mondo che troppo spesso ha paura del buio.
©
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L'autore
Antonietta Angela Bianco
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Le sensazioni lasciate dai lettori.
e complimenti (Stefana Pieretti)
bella antonietta il mio apprezzamento (carla composto)
lirica bellissima ed emozionante elogi di cuore (Pierfrancesco Roberti)
Commenti (2)
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Stefana Pieretti13 luglio 2025
lirica molto forte ed emozionante nel contenuto e tema versi scritti, come sempre con la bravura che contraddistingue la brava autrice. elogi
carla composto13 luglio 2025
bella opera poetessa cara una fiaba da raccontare delicata e sentita


