I più belli erano i cerbiatti
Ausilia Giordano
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Salita sulla vetta più alta,
mi sembrò di aver raggiunto il sole.
L’azzurro intenso mi abbagliava,
era l’estasi profonda
per me innamorata del cielo.
Dalla cima,
tutto era sotto il mio sguardo ammaliato,
il mio spirito assetato di bellezza
libero si nutriva di tanto splendore
e si protraeva verso l’alto,
sempre più verso l’infinito,
in cerca dell’Artefice sublime
di tale stupenda meraviglia.
Il mio respiro e tutto me stessa
si donavano e si perdevano
in inesprimibili emozioni.
Contemplai gli stambecchi
tra le rocce maestose
cercare la tenera erbetta,
e l’aquila sovrana delle vette
fendere fulminea l’aria d’intorno.
Ammirai i teneri agnelli,
correre allegri
sui prati colmi di luce
sotto il sole abbagliante.
Più di tutti amai i cerbiatti:
li intravidi d’un tatto in gare di corsa
dal monte
fino alla splendida valle,
loro, brillanti di vita
tra gli alberi frondosi
e poi sotto il sole splendente.
©
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L'autore
Ausilia Giordano
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vedere tutta la bellezza del Creato. Meravigliosa! (Antonietta Angela Bianco)
brava poetessa, un caro saluto (Stefana Pieretti)
Commenti (2)
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Antonietta Angela Bianco23 luglio 2025
Lirica meravigliosa per un quadro poetico della natura piacevole e ricco di colori. Molto armoniosa e intensa. Congratulazioni poetessa.
Stefana Pieretti25 luglio 2025
versi ricchi di immagini sembra di passeggiare tra la natura il tutto una lirica molto piaciuta e apprezzata.


