Muri invisibili
Antonietta Angela Bianco
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C’è un gradino alto come un monte,
un marciapiede che taglia la strada
come una crepa nel tempo,
e una porta stretta che non chiede permesso.
Ogni ostacolo è un sussurro di pietra
che dice "Tu non puoi"
a chi invece ha imparato
che la forza non sta nelle gambe,
ma nella voglia di andare.
La città è un labirinto di non pensati,
scale senza mani amiche,
ascensori muti,
rampe promesse mai mantenute.
Ma tra il cemento che separa
nascono fiori ostinati,
il diritto a salire, a entrare,
a vedere un tramonto dal ponte più alto.
La disabilità non è mancanza,
è un modo diverso di danzare col mondo,
mentre i muri, quelli veri,
sono nell’indifferenza che non ascolta.
Abbattiamo le barriere,
non per pietà ma per giustizia,
non per dovere ma per bellezza,
perché ogni essere umano merita
di attraversare la vita
senza chiedere permesso.
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Antonietta Angela Bianco
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