Ikeda
Giuseppe Mauro Maschiella
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Andavo alla mia scuola dove ero insegnante
all’improvviso un lampo di luce accecante.
Era come se il sole fosse caduto sulle nostre teste
poi l’onda d’urto con la palla di fuoco funeste.
Mi voltai all’indietro
e vidi che sradicavano edifici
che scioglievano il vetro
solo di orribile morte matrici.
Hiroshima! Interi quartieri evaporarono
case, scuole, ospedali svanirono
quelli vicini all’esplosione furono inceneriti.
Intorno a me resti carbonizzati
volti senza pelle, orologi fermi, ombre bruciate sui muri
mentre cadevano anche i miei capelli scuri.
Le mie care alunne boccheggiavano
ed erano ricoperte di vesciche che si aprivano.
Mi chiamavo Ikeda e vidi
morti evaporati
e volti sfigurati.
Erano eguali ai miei i loro gridi.
©
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L'autore
Giuseppe Mauro Maschiella
Ho iniziato nel 2014 e continuo il mio hobby di scrivere poesie. Generalmente la poesia di grandi poeti esalta la bellezza nelle sue varie forme: della donna, della natura, della creazione, ecc… esaltando cosi le illusioni. Il mio modo di fare poesia è diverso: anche io a volte esalto la bellezza, ma in quasi tutte le
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