L’addio del pettirosso
Giuseppe Mauro Maschiella
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Su un ramo di pino, d’aghi ben guarnito
un pettirosso, di paglia il nido aveva fornito.
Con l’occhio, da dietro i vetri d’un infisso
seguivo un andirivieni di vita assai prolisso.
In ogni dì d’aprile, il canto suo ascoltavo
ed a maggio, un coro di pigolii adoravo.
Un giorno, il cielo, di nuvole s’addensa
e tra lampi e tuoni, grandine dispensa.
Cumuli, su quei rami, ne distese assai
e il nido di bianco ora coperto, io guardai.
Giungeva senza posa, il pianto della vita
e il pettirosso, attese dal cielo una schiarita.
Per ascoltar se vita sul ramo ancor vi fosse
tesi l’udito, ma il silenzio il cuor mio commosse.
Udii soltanto, del pettirosso il triste canto
e l’ultimo volo, mi sembrò d’addio il pianto.
Ricordo ancora lo strazio di quel pettirosso
ed ora il dolore dell’addio lo porto addosso.
©
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L'autore
Giuseppe Mauro Maschiella
Ho iniziato nel 2014 e continuo il mio hobby di scrivere poesie. Generalmente la poesia di grandi poeti esalta la bellezza nelle sue varie forme: della donna, della natura, della creazione, ecc… esaltando cosi le illusioni. Il mio modo di fare poesia è diverso: anche io a volte esalto la bellezza, ma in quasi tutte le
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Le sensazioni lasciate dai lettori.
poeta, molto sentita! (Stefana Pieretti)
Commenti (1)
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Stefana Pieretti28 agosto 2025
dolce, commovente storia di un pettirosso, versi deliziosi e piacevoli. Mi hanno commossa! Grazie e complimenti!

