Preghiera al mondo
Antonietta Angela Bianco
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O mondo, trafitto da lame invisibili,
dove i padroni del fuoco brindano all’oro,
mentre i bambini muoiono tra macerie
come spighe falciate prima del raccolto.
Gli arsenali brillano come templi d’acciaio,
pregano i mercanti davanti al petrolio
e ogni vita diventa un numero spento
sul bilancio che ingrassa la fame di pochi.
Le guerre non nascono da popoli stanchi,
ma da tavoli colmi di carte e di armi,
un uomo che firma decreta destini,
senza udire le voci di chi chiede pace.
Vedo città che si piegano in cenere,
madri che urlano contro un cielo muto
e dietro le quinte sorrisi di cera
che contano i morti come monete.
Ti prego, o mondo, spezza queste catene,
non lasciare che il sangue valga più del pane,
che la vita torni ad avere un respiro
più forte del frastuono dei cannoni.
©
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L'autore
Antonietta Angela Bianco
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Commenti (1)
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Ausilia Giordano8 settembre 2025
Testo ben strutturato in quartine, in versi liberi e con alcune assonanze ritmiche. Un grido, una invocazione per la violenza che non batte ciglio, ma si muove sempre a testa alta. Le guerre sono gli autori delle guerre e da loro deve partire la ricostruzione della vita pacifica. Complimmenti poetessa.

