Perché a nessuno devo
Bramoso un giorno,
- breve eternità donata dai cieli-,
di dischiudere i ferrei chiostri del mio petto,
e versar torrenti cristallini
che, come fiumi d’argento,
mondino cicatrici silenziose.
.
E alzar la voce,
tuono esiliato negli abissi,
per gettar nel Lete le offese,
per spezzar la serpe dell’ingiuria
e la corona infame che cinse la mia fronte.
.
Solo allora,
reso in pace l’animo,
spalancherò balconi all’aura candida,
e godrò del chiaro riposo,
ché nulla devo all’orbe,
né ferii mai col mio cammino.
.
PORQUE A NADIE DEBO
.
Codicio un día,
- breve eternidad donada por los cielos-,
abrir los férreos claustros de mi pecho,
y verter torrenciales cristalinas
que, como ríos de argento,
purifiquen cicatrices silenciosas.
.
Alzar entonces mi voz,
trueno exiliado en los abismos,
para arrojar al Letheo las afrentas,
para quebrar la sierpe de la injuria
y la corona ignominiosa que ciñó mi sien.
.
Sólo entonces,
rendido en paz mi ánimo,
abriré balcones al aura cándida
y gozaré del claro reposo,
pues nada debo al orbe,
ni herí jamás con mi tránsito.
©
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L'autore
Arelys Agostini
Arelys Agostini, Italo venezuelana; è una poetessa "dilettante". Le sue poesie sono un viaggio attraverso emozioni crude e speranze tenaci, espresse con un linguaggio che danza tra passione, denuncia, introspezione, e il suo impegno nel denunciare le ingiustizie, senza perdere l’ironia. La natura è spesso presente nel
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