Muri invisibili
Antonietta Angela Bianco
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C’è un gradino alto come un monte,
un marciapiede che taglia la strada
come una crepa nel tempo,
e una porta stretta che non chiede permesso.
Ogni ostacolo è un sussurro di pietra
che dice: "Tu non puoi"
a chi invece ha imparato
che la forza non sta nelle gambe,
ma nella voglia di andare.
La città è un labirinto di non pensati,
scale senza mani amiche,
ascensori muti,
rampe promesse mai mantenute.
Ma tra il cemento che separa
nascono fiori ostinati,
il diritto a salire, a entrare,
a vedere un tramonto dal ponte più alto.
La disabilità non è mancanza,
è un modo diverso di danzare col mondo,
mentre i muri, quelli veri,
sono nell’indifferenza che non ascolta.
Abbattiamo le barriere,
non per pietà ma per giustizia,
non per dovere ma per bellezza,
perché ogni essere umano merita
di attraversare la vita
senza chiedere permesso.
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L'autore
Antonietta Angela Bianco
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Testo molto di attualità e molto piaciuto. (Ausilia Giordano)
Commenti (1)
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Ausilia Giordano25 settembre 2025
Il poeta canta, o ride, o grida denunciando insieme al lettore, gli eventi buoni o cattivi e, nel nostro tempo, il grido supera il sorriso. In testo, strutturato in quartine, in cinquine e in sestine, e in assonanze ritmiche, con qualche rima baciata, presenta i disagi delle cosiddette "barriere" che impediscono socialmente e fisicamente, alle persone in difficoltà, di accedere al alcuni luoghi, per poter vivere, nei loro limiti e possibilità, un vita accettabile. Elogio alla poetessa, per l’interessamento e la devozione verso le persone bisognose di "un "Grido" forte.

