Lampada accesa
Antonietta Angela Bianco
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Ho intrecciato la mia gioventù smarrita
come rosa che teme l’inverno,
la porto al petto, ancora fiorita,
perché non svanisca nell’eterno.
La tengo chiusa in un libro di vento,
tra pagine vive di mare e di sera,
la sfoglio piano, con lento intento,
per non ferirne la fragile era.
È lampada accesa dentro il cassetto,
luce che arde di sogno leggero,
la spolvero come fosse un amuleto,
custode silente del mio mistero.
Le parlo a volte come al silenzio,
mi ascolta muta, ma so che respira,
riflesso antico, segreto consenso,
che al cuore inquieto dolcezza ispira.
È un giardino che mai non appassisce,
lì colgo i frutti dell’oro passato,
lì cresce un tempo che non sparisce,
fiore segreto da me consacrato.
E se il mondo chiedesse dov’è la mia età,
risponderei col lume degli occhi,
è fuoco che vive, che ancora sarà,
in ogni mia notte, nei giorni più sciocchi.
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L'autore
Antonietta Angela Bianco
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della poetessa Bianco. Un caro 👋 (Alberto De Matteis)
Commenti (1)
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Alberto De Matteis1 ottobre 2025
Un bel testo poetico che si lascia leggere d’un fiato per la scorrevolezza e vivacità dei suoi versi. Le quartine ben strutturate e i versi a rima alternata esaltano un periodo importante dell’autrice, la gioventù, che lei vede come il giardino invisibile agli occhi, ma che è vivo e reale nel cuore e nell’anima.

