Poesia eccoti
Pierfrancesco Roberti
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avevo una certa età quando dal fondo del mistero mi chiamò
io non sapevo cos’era e chi era forse erano voci o un mistero o addirittura il silenzio
guardai il cielo aperto sull’infinito piangere un filo di lacrime sulle nuvole d’oro
scrissi nel battito delle rive del cuore il primo verso stupido e saggio d’infinito
sentii la poesia nascere come un pane che diventa soffice nel tempo
poi crebbi nel silenzio di un anima rotta di lacrime tu che susciti la corona dell’infinito.
ero malato e il mio cuore era teso come un fascio di nervi feriti ma alla fine c era la poesia
scrissi nel tempo che passava e mi denudavo in maniera gioiosa e calma
arrivai a scegliere nella confusione dell’infinito le parole del sacerdozio
verso baciato di un ramo d’ulivo
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L'autore
Pierfrancesco Roberti
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Un caro saluto (Ausilia Giordano)
Commenti (1)
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Ausilia Giordano4 ottobre 2025
Versi molto belli e pieni di pathos. Hai una ricca fantasia. Complimenti.

