Indignazione
Antonietta Angela Bianco
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Nasce tra muri graffiati e ferite,
un grido represso che cerca la via,
fuoco che arde le notti smarrite,
lama sottile che taglia bugia.
È vento che spegne sorrisi finti,
rompe le voci del quieto rancore,
riversa le strade di sogni dipinti,
squarcia l’ipocrisia con il suo furore.
Scorre tra vene di pietra e cemento,
fiume ribelle che nulla trattiene,
porta con sé l’antico lamento
di chi ha patito catene su catene.
Si erge contro il palazzo arrogante,
come una torre di chi non si piega,
con passo fermo, con cuore vibrante,
punta alla giustizia che sola ripaga.
È seme di luce tra spine e rovine,
radice di verità che germoglia,
non teme i silenzi né oscure cortine,
fende la nebbia che l’inganno avvolge.
Così l’indignazione diventa tempesta,
rompe il torpore del sonno mortale,
spinge lo sguardo verso la festa
d’un’alba più limpida, forte e leale.
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L'autore
Antonietta Angela Bianco
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Lette con vivo interesse. Piena di fervore. (Ausilia Giordano)
Commenti (1)
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Ausilia Giordano9 ottobre 2025
Si potrebbe dire: " E l’indignazione si erse contro tutte le ingiustizie e nella sua ira diventata forte, vinse su tutte le ingiustizie! Con potenza e coraggio. Ed è davvero poteste questo testo in quartine e in rime alternate, contro tutti i soprusi. Congratulazioni poetessa.

