Evanescenza
Antonietta Angela Bianco
978 poesie pubblicate
+ Segui

Mi perdo lento in ombre senza nome,
tra rovine di cieli già spezzati,
scolpisco sogni in effimere colonne
che il vento infrange come vetri incrinati.
Cammino cieco sopra vie di cenere
dove il silenzio scava il suo mistero,
ogni ricordo è un fragile riverbero,
un’eco spenta di un canto già nero.
Si scioglie il cuore in gocce di metallo,
colando lento dentro notti vuote
e il tempo stride come un vecchio rallo
tra mura stanche e finestre corrotte.
Nel vortice dei giorni mi consumo,
cenere viva che il respiro spegne,
un fuoco muto avvolge come fumo
le membra stanche, le speranze indegne.
E infine svanisco, fragile scintilla
nel grembo oscuro della sera muta,
resta soltanto un’ombra che vacilla
sull’orizzonte che tutto trasmuta.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Antonietta Angela Bianco
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Sempre splendidi il tuoi versi. (Ausilia Giordano)
Complimenti è un caro saluto! (Giovanni Ghione)
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ausilia Giordano21 ottobre 2025
Componimento in cinque magnifiche quartine, con ritmo in rime baciate e alternate e assonanze ritmiche. Guardare dentro se stessi, scavare per coglierne la vera essenza e le proprie capacità emozionali, è sempre l’atto più difficile. Cercare, escogitare vie interne, fatti inconsci e volontà reali, pensieri e parole, richiedono fatica e sacrificio. Elogio, poetessa.
Giovanni Ghione21 ottobre 2025
Mirabile introspezione sull’evanescenza. Sublime il penultimo verso: ”resta soltanto un’ombra che vacilla” sintesi di una lirica profondamente emotiva. Elogio!


