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Introspezione 21 ottobre 2025 · lettura 1 min · 149 letture

Evanescenza

Antonietta Angela Bianco 978 poesie pubblicate
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Mi perdo lento in ombre senza nome, tra rovine di cieli già spezzati, scolpisco sogni in effimere colonne che il vento infrange come vetri incrinati. Cammino cieco sopra vie di cenere dove il silenzio scava il suo mistero, ogni ricordo è un fragile riverbero, un’eco spenta di un canto già nero. Si scioglie il cuore in gocce di metallo, colando lento dentro notti vuote e il tempo stride come un vecchio rallo tra mura stanche e finestre corrotte. Nel vortice dei giorni mi consumo, cenere viva che il respiro spegne, un fuoco muto avvolge come fumo le membra stanche, le speranze indegne. E infine svanisco, fragile scintilla nel grembo oscuro della sera muta, resta soltanto un’ombra che vacilla sull’orizzonte che tutto trasmuta.
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Sempre splendidi il tuoi versi. (Ausilia Giordano)

Complimenti è un caro saluto! (Giovanni Ghione)

Commenti (2)

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Ausilia Giordano21 ottobre 2025

Componimento in cinque magnifiche quartine, con ritmo in rime baciate e alternate e assonanze ritmiche. Guardare dentro se stessi, scavare per coglierne la vera essenza e le proprie capacità emozionali, è sempre l’atto più difficile. Cercare, escogitare vie interne, fatti inconsci e volontà reali, pensieri e parole, richiedono fatica e sacrificio. Elogio, poetessa.

Giovanni Ghione21 ottobre 2025

Mirabile introspezione sull’evanescenza. Sublime il penultimo verso: ”resta soltanto un’ombra che vacilla” sintesi di una lirica profondamente emotiva. Elogio!