Lastre d’ardesia
Stefania Siani
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Ho sollevato lastre d’ardesia
tra il binario sbilenco
che solcava il mio corpo acerbo.
Ho osservato specchi
e riflessi di me ho amato,
sibillina ombra delicata.
Vivo di opposti amori e scelte
tra peccaminosi desideri
mi nascondo e tremo
come foglia che dal vento
viene scossa.
Sguardi e parole
come lame e come pietre
sulle bocche di due donne amanti
e i repentini dardi scoccati
a puntare in croce
un amore oltre le righe.
Pietà non chiedo,
né di vergogna
son solita abbigliarmi,
anelo ad una vita nella luce
tra mani che si intrecciano
oltre le spire del giudizio.
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