Tra le nubi
Antonietta Angela Bianco
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Da bimbo alzavo gli occhi verso il vento,
cercando il varco d’oro tra le nubi,
convinto che quel cielo in movimento
nascondesse i confini meno cupi.
Giocavo a cancellar figure oscure,
i volti storti, i ghigni del timore,
sognando che la luce, in alto, pure
sapesse farsi madre del mio cuore.
Ma venne il tempo della pioggia dura,
quella che spezza il canto e l’abbandona
e l’uomo, in ogni sua ruggine scura,
ne fa memoria, e in aria la rintrona.
Cercai la luce anche da adulto, muto,
con mani stanche e un animo più cauto,
ma compresi che nulla era mutato,
il cielo resta e io soltanto ho taciuto.
Son mutato io, l’antico sognatore,
che non conserva più la stessa lena
e scorgo ormai nell’alba il suo dolore,
non più promessa, ma dolce catena.
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L'autore
Antonietta Angela Bianco
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Un caro saluto (Giovanni Ghione)
Commenti (1)
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Giovanni Ghione12 novembre 2025
“Sono mutato io, l’antico sognatore” quanta verità esprime questo verso . Come si cambia il cielo e’ sempre lì ma i nostri sogni non son più quelli d’ un tempo. Complimenti Poetessa!

