La stagione che mi legge
Antonietta Angela Bianco
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Nel giardino dove dormono le stagioni,
l’autunno cammina scalzo.
Ha capelli di vento e dita d’ambra
e ogni suo passo svela un ricordo nascosto tra i rami.
Gli alberi, obbedienti e sereni,
si spogliano come principi antichi,
lasciando cadere mantelli di foglie
che diventano ali o segreti.
Io resto sotto di loro,
a raccogliere le parole che la terra sussurra,
frammenti di sogni, nomi dimenticati,
piccoli cuori di linfa che ancora battono piano.
«Sfogliami», mi dice il bosco,
«non aver paura di guardare dentro,
dove la luce si fa ombra e poi di nuovo seme».
Così apro le mie pagine di carne
e l’autunno vi entra, leggero come una fata.
Scrive con penne di vento e inchiostro di pioggia,
mi insegna a rinascere perdendo,
a fiorire senza clamore.
E quando la sera posa il suo mantello di nebbia,
mi accorgo che anch’io sono diventata foglia,
non più radice, non più ramo,
ma respiro del tempo che cambia.
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L'autore
Antonietta Angela Bianco
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Bellissima un abbraccio 🙂 (Daniele miraflores)
Un caro saluto. (Giovanni Ghione)
Commenti (3)
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Daniele miraflores18 novembre 2025
Hai fatto centro una poesia sublime calarsi nelle parole da te scritte e fantasioso Inoltre parlare sempre d’autunno mia stagione preferita e a dir poco bellissimo. Poesia scritta molto bene con parole usate col cuore prese dalla fantasia, merita un segna libro
Pierfrancesco Roberti18 novembre 2025
bellissimo quadro di parole che trasmette bellissime emozioni plauso
Giovanni Ghione18 novembre 2025
“Foglia respiro del tempo che cambia” magico verso in quest’ode all’autunno. Congratulazioni Poetessa!



