Non abbiate paura del poeta
Non abbiate paura del poeta
a volte quando scrive
non è se stesso
entra in uno stato d’ipnosi
e perde l’orientamento
sprofonda nel suo ego
e si ritrova all’Inferno.
È solo un attimo
il tempo di svuotarsi dell’anima
del dolore e delle parole
della zavorra che ha sul petto
del macigno che comprime le tempie
e poi
come un palloncino
come una piuma ritorna in superfice
ritorna inerme
e continua a strisciare
come un verme.
Non abbiate paura di un poeta
è un uomo in pena
che vaga tra le nuvole e la terra
è un uomo solo
che dipinge la notte
vegliando la morte
è un codardo
che fa a pugni con Dio e col vento
ha paura dell’alba
e come un inetto
si incammina
verso l’isola deserta dell’amore.
©
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La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
letta con interesse (Pierfrancesco Roberti)
Condivido ogni passo. Complimenti. (Marcella Usai)
Commenti (1)
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Marcella Usai30 novembre 2025
In questa bella lirica l’immagine della sprofondazione nel proprio ego e della conseguente risalita “come un palloncino” è molto efficace: sottolinea la ciclicità del tormento creativo. Un istante di abisso, poi la riemersione; ma una riemersione fragile, inerme, non trionfante. Molto sentita e condivisa. Plauso
