Gelo che inganna
Antonietta Angela Bianco
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Non una di meno, fratelli, sorelle,
giuriamolo al vento, alle stelle ribelli.
Ogni vita recisa ci chiede un altare,
un canto che possa nel buio restare.
Non nasce dal pugno la prima ferita,
ma dalla parola che toglie la vita,
dal tono che inchioda, dal gelo che inganna,
dal “sei solo mia”, che l’amore condanna.
Ogni risata negata è un addio,
un battito spento nel cielo più grigio.
Eppure nei muri, nei vetri infranti,
qualcuna dipinge orizzonti e canti.
Sara, che avevi vent’anni e un mattino,
Martina, con l’anima ancora bambino,
vi porto nel sangue, vi porto nel cuore,
vi penso nel nome segreto dell’ore.
Non una di meno, lo scrivo sul muro,
ché il sogno di vita non sia mai insicuro.
L’amore non chiude, non toglie, non piega,
accoglie, perdona, consola e collega.
Con l’inchiostro e la voce, nel pianto e nel riso,
noi tessiamo un domani più giusto, più viso.
Perché ognuna che tace o che grida nel vento
ritrovi se stessa, nel tempo, nel senso.
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L'autore
Antonietta Angela Bianco
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Un caro saluto! (Giovanni Ghione)
Commenti (1)
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Giovanni Ghione30 novembre 2025
“La prima ferita nasce dalla parola che toglie la vita”. Saggia sintesi in un verso di una lirica di ribellione al femminicidio. Purtroppo succede ancora dove l’amore muore lentamente nei sorrisi spenti. Quando e dove si può bisogna prevenire questa terribile devianza sociale. Elogio!

