Peppino impastato
Pierfrancesco Roberti
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Col pugno chiuso ed il sogno della bellezza c’ era un meraviglioso siciliano
s’ era alzato con la voce stentorea contro la mafia del potere
ha guardato con schifo il nome del padre complice degli assassini.
Nei suoi occhi c’ era la voglia di cambiare di lottare fino in fondo
tante volte ha urlato cento passi fino alla casa del capo degli assassini
senza più paura inondava la radio di denunce di ribellione.
L’hanno ammazzato senza alcuna pietà fingendo un suicidio
Coraggioso bellissimo ragazzo
Cento passi di memoria.
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L'autore
Pierfrancesco Roberti
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Lirica profonda, molto bella. Complimenti (Antonietta Angela Bianco)
ma gli errori di grammatica non li correggi mai? (Antonio Biancolillo)
Commenti (1)
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Marcella Usai1 dicembre 2025
Il testo è un omaggio intenso e profondamente emotivo a Peppino Impastato, figura simbolo della lotta contro la mafia. La struttura è quasi un canto civile: versi brevi, immagini forti, un ritmo che alterna indignazione e ammirazione. Il verso sul “nome del padre complice degli assassini” sottolinea lo strappo doloroso fra Peppino e il contesto in cui è nato. È un conflitto che non è solo individuale, ma simbolico: la disobbedienza etica contro l’omertà. Il Il finale, “cento passi di memoria”, trasforma la vicenda personale in un dovere collettivo. Il testo non piange solo la morte di Peppino, ma invita a continuare il percorso iniziato da lui. Plauso

