I fiori raccolti per i malati
Pierfrancesco Roberti
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raccolgo fiori per il mattino che sorge verso i malati
voi sdraiati nel tappeto di fiori ferito di cielo
memoria di un padre che si scioglie nel rifugio bellissimo di pace
palpita il bruciore di gabbie strette di destini infernali di menti
silenzio ininterrotto che parla la voce di un singhiozzo di gesti semplici
abbraccio stretto i vostri occhi rotti dal candido buio
m’ispira il respiro della matita che battezza la carne della vita
palpita il mio cuore del fresco fiore di papavero che piange la realtà
chiusa di un silenzio ininterrotto che bisbiglia destini d’estate.
malati uscite dalle vostre gabbie di plastica
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L'autore
Pierfrancesco Roberti
Commenti (1)
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Alberto De Matteis8 settembre 2026
Pensieri poetici scritti con la penna d’oro del cuore, sgorganti da un animo sensibile. Le immagini dei fiori sono di una semplicità disarmante, ma nello stesso tempo di una potenza capace di conquistare il cuore dei lettori. Coinvolgente soprattutto è l’ultimo verso con l’invito ai malati di uscire dalle loro gabbie di plastica. È un invito alla speranza. Complimenti con elogio all’autore.

