Oltre il vento
Antonietta Angela Bianco
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Si piega il cielo sopra l’orizzonte
e il giorno tace in un pallor d’inverno
cammino lento, senza più domande
sull’erba che si spezza sotto il peso.
Nel vento passa il suono di un ricordo,
sfugge e ritorna come un’eco stanca,
tra rami nudi vibra un antico assenso
che pare voce e invece è solo assenza.
S’apre la sera come un velo scuro,
mi sfiora il volto un fremito di gelo,
ogni pensiero è foglia che s’inarca
e poi ricade al vuoto della terra.
Non cerco più la forma di un conforto,
ché il tempo incide e muta ogni ferita
ma resta un’ombra al margine del cuore,
una scintilla che non vuole spegnersi.
Nel buio trovo un varco di silenzio,
un lento battito che rompe il male
e sembra quasi un passo che ritorni
a sciogliere la neve sulle labbra.
Ora mi fermo, ascolto un altro vento,
non più di lutto ma di lieve attesa
e mentre sfuma il peso dell’inverno,
nel cuore nasce un varco di respiro.
©
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L'autore
Antonietta Angela Bianco
La bacheca della poesia
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Commenti (2)
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Pierfrancesco Roberti8 dicembre 2025
il vento passato il vento attuale il silenzio del buio e tante emozioni volano nel cielo plauso
Ausilia Giordano8 dicembre 2025
Componimento distinto in strofe di quartine e ritmato in verso libero, vivente una dolcissima malinconia, in cui la protagonista invita il lettore nel percorso. L’azione del vento è di distruggere e costruire, trasportando oggetti, pensieri, emozioni e sensazioni da un luogo all’altro, in cui avvia la costruzione di "altro". E nel testo, tutto si evince, ma la poetessa, nella sua pena, è battagliera, mentre si accascia angosciata, e sembra non cercare più, si riserva la speranza della lotta. E ... come detto, "nasce un varco di respiro", che mai permetterà ala protagonista di essere vinta dalla tristezza.


