Natale in sordina
Antonietta Angela Bianco
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Il Natale s’addensa come bruma
sui vetri bassi dei treni in sosta,
ha l’odore del pane che fuma
tra scale e pianerottoli di costa.
Le luci, come chiodi di stagnola,
reggono il cielo ai balconi stanchi,
ogni lampione è una parola
che trema nei fiati dei passanti.
Nei bar il tempo scivola piano
come zucchero sul fondo amaro,
i cucchiaini tintinnano invano
come campane senza campanaro.
Le vetrine espongono una pace
impagliata, fragile, a buon mercato,
ma nei taschini, simili a brace,
arde un desiderio non dichiarato.
È stato un anno duro come ferro,
un anno storto, scheggiato, opaco,
ora il silenzio, simile a un errore,
bussa ai portoni con passo fiacco.
Le case raccolgono fiato e polvere,
fotografie come foglie seccate,
mani che attendono, come candele,
un gesto che sciolga le cere indurite.
Il Natale passa, non fa rumore,
un segno lieve, come la neve
quando decide, senza clamore,
di posarsi lieve sopra i tetti.
E resta solo, nel cuore urbano,
quest’attesa simile a una fessura,
un filo caldo, quasi umano,
che chiama pace, ma non la giura.
©
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L'autore
Antonietta Angela Bianco
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Le sensazioni lasciate dai lettori.
Ho assaporato il momento in modo piacevole 🙂 (Daniele miraflores)
Commenti (2)
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Daniele miraflores19 dicembre 2025
Tante poesie scritte e lette sul Natale in questa lirica noto e colgo ... l’attimo di questo momento bellissimo ...Complimenti! Un abbraccio carissima 🙂
Pierfrancesco Roberti19 dicembre 2025
poesia bellissima emozionanti figure poetiche della natura tipiche di questa festività plauso


