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Festivita' 25 dicembre 2025 · lettura 2 min · 98 letture

Gesù Bambino sulla strada

Ausilia Giordano 686 poesie pubblicate
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Alzati e va’: nella gelida via il Dio Bambino attende di stracci vestito. Tende la candida mano: spera in un gesto d’amore. Alzati e corri. In povertà Egli arriva: donagli il tuo mondo di sogni dorati, la carezza che ti viene dal cuore, il tuo giardino di fiori, il tepore del tuo focolare, il tuo variopinto aquilone, il tuo sorriso e il calore del tuo amore. Alzati e cercalo. E’ il Dio di Pace e osserva un fiume di guerre, è lì sulla strada che trema, che soffre e tace. Tende ai passanti la scarna manina. Raccoglie gli sforzi di imprese fallite, le sofferenze di stenti infiniti ed è allo stremo. Corri e seguilo. Ha il cuore infranto per i mille spaventi che sanno di glorie di vento. Il suo dolore sa del pianto di misera gente che vive tremando, che vive miraggi di niente. Alzati e osserva. Di ogni strazio egli comprende i tormenti. I piccoli piedi nel fango, raccoglie cesti di mille sospiri e sgomenti, le attese di chi non ha niente. Corri e accoglilo: nelle tue allegre giornate, nel tuo paradiso di svaghi infiniti. Avviluppalo nel tuo cuore, introducilo nella tua vita. Confortalo del suo smisurato dolore. Vuole solo porgerti il Suo Immenso Dono d’Amore.
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Mille di un mondo di pace e di tenerezza. Questi versi, scritti per la recita di Natale dei miei alunni di classe quinta Primaria, fu recitata in gruppo, per cui ciascuna strofa veniva divisa e recitata da due alunni, con suadenti espressioni corporee. Vedemmo gli spettatori presenti nel teatro cittadino, commossi fino alle lacrime.

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Ausilia Giordano
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Le sensazioni lasciate dai lettori.


Con coinvolgente emozione! Un caro saluto! (Giovanni Ghione)

Versi intensi, colmi di umanità e luce. (Franco Scarpa)

Commenti (5)

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Pierfrancesco Roberti25 dicembre 2025

bellissima lirica figure poetiche emozionanti quasi una preghiera che Gesù bambino diffonda l’innocenza e la pace dove c’è la guerra e l’egoismo complimenti

Marcella Usai25 dicembre 2025

Il testo parla al cuore prima che alla mente. Mostra un Dio fragile, che aspetta e soffre insieme agli uomini, chiedendo solo vicinanza e tenerezza. È un richiamo a non voltarsi dall’altra parte, a lasciarsi toccare dal dolore altrui e a rispondere con gesti semplici, pieni di amore e umanità.Bellissimo testo, i miei complimenti

Antonietta Angela Bianco25 dicembre 2025

È una lirica che spoglia il Natale di ogni ornamento e lo restituisce alla sua verità più alta: Dio è fragile, in attesa, esposto alla strada del mondo. La voce poetica non consola, chiama: invita ad alzarsi, a correre, a scegliere. Il Bambino diventa volto di ogni miseria umana e, accoglierlo, significa farsi dimora dell’Amore, trasformando la compassione in vita vissuta e la fede in gesto concreto. Complimenti Ausilia è un testo molto bello e coinvolgente.

Giovanni Ghione25 dicembre 2025

Un omaggio al Natale coinvolgente che la lungimirante Poetessa ha fatto recitare con grande emozione ai suoi alunni! Elogio!

Franco Scarpa26 dicembre 2025

La poesia trasforma il Natale in un cammino attivo: alzati, corri, cercalo, accoglilo. Il Bambino non appare nel calore delle case, ma nella fragilità della strada, povero e tremante, immerso nelle sofferenze del mondo. Le immagini della “scarna manina”, dei “piccoli piedi nel fango”, delle guerre e degli stenti rendono visibile un Dio che non domina, ma condivide il dolore umano. È un testo che richiama alla compassione concreta e alla responsabilità verso chi soffre.