Fiumi di silenzio
Antonietta Angela Bianco
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Ho navigato a lungo nell’inchiostro denso
di notti senza stella, dove il tempo è muto
e l’anima era un faro stanco, ormai spento,
che ricordava solo il fragore del velluto.
Il mio petto era un deserto di antiche promesse,
un orizzonte vasto di sabbia e di oblio
e ogni passo era un’ eco di dolci carezze
trasformate in schegge affilate per balenio.
Ma nel fondo di un pozzo, dove il buio s’addensa,
ho udito il sospiro leggero di una fonte,
era una radice di tenace speranza,
un germoglio che spinge la sua verde fronte.
Non cerco più approdi né ormeggi sicuri,
ma accetto il mio mare, le onde che mi sferzano,
perché ho capito che i muri più scuri
sono l’argilla che le mie mani intagliano.
E ora il cuore, che fu pietra e catena,
è un volo d’airone che non teme la distanza
e so che la vera luce non è mai serena,
ma è l’ombra sconfitta che torna e avanza.
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L'autore
Antonietta Angela Bianco
Commenti (2)
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Pierfrancesco Roberti30 dicembre 2025
bellissima lirica cara autrice scrivi liriche profonde intrise di emozioni e di figure poetiche armoniose complimenti
Ausilia Giordano31 dicembre 2025
L’anima naviga senza sosta, in cerca dell’essenza che le dà vita, ma non trovando ciò che cerca, si rallenta stanca, in attesa di ripresa dopo il riposo. Talvolta è molto difficile, e si cade vuoti dove il buio si fa denso e sembra soffocare le esigenze dell’anima. Il sole sorge sempre e supera le tenebre, e la protagonista sente il proprio spirito volare libero con l’agilità di un aquilone. Complimenti di cuore.


