Dove la luce impara il mio nome
Antonietta Angela Bianco
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Custodisco nel petto una bussola stanca,
gira piano, come se il nord esitasse
e ogni passo diventa una domanda
che il silenzio mi posa sulle spalle.
Sono fatta di rive che cambiano forma,
di maree che arrivano senza spiegarsi
e quando l’ombra tenta di superarmi
la accolgo come un’eco da decifrare.
Ho imparato a parlare con le crepe,
quelle che il tempo scrive senza fretta
e scopro che brillano, quando il cuore
si ricorda di essere anche ferita aperta.
Se il giorno mi trova col volto sospeso
tra ciò che ero e ciò che ancora tremo,
siedo accanto ai miei pensieri inquieti
e li ascolto finché non tornano fiato.
E nella notte, quando tutto si assottiglia,
mi faccio lume con ciò che resta vivo,
una scintilla che insiste a farsi strada
anche dove nessuno avrebbe cercato luce.
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L'autore
Antonietta Angela Bianco
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
! (Giovanni Ghione)
Commenti (3)
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Pierfrancesco Roberti1 gennaio 2026
cara autrice innanzitutto ti faccio gli un la cosa bella è che tu continui a suscitare emozioni con le tue liriche il cuore palpita complimenti
Giovanni Ghione1 gennaio 2026
“Siedo accanto ai miei pensieri inquieti “ questa introspezione è la ricerca di una luce che metta ordine nelle incertezze. Complimenti Poetessa!
Ausilia Giordano1 gennaio 2026
Sulla scia di mestizia si aprono e si chiudono questi meravigliosi versi, nella speranza di riuscire ad accendere un lume per poter procedere e fuoriuscire dalla malinconia, che ostacola il cammino spirituale ed affettivo- emotivo dell’anima, che a fatica cerca di elevarsi potente verso la luce. Complimenti poetessa.



