Supplica del navigante
Ausilia Giordano
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Nella notte profonda
espone il suo tenace impeto il vento,
dentro l’aspra burrasca e i marosi
il veliero mio rischia l’affondo.
Cielo che piange senza aurora
sotto cumuli di nuvole bigie,
cuore mio che misericordia implora
verso il Gran Dio del Creato.
Voglio dimenticare il subito torto,
ché al cuor mio odiar non importa,
il perdono è sì del cielo dono,
delle pene Iddio mi rinfranca e conforta.
Chissà che uno spicchio di sole
scorger mi pare tra i nembi vaganti,
sotto il cielo fosco sogno una rotta
che l’illusione cancella nella cupa notte.
Frena o Dio, l’accanita tempesta,
offri alla vita mia salvezza e pace,
prima che la bufera diventi uragano,
salvami o Dio di Amore verace.
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L'autore
Ausilia Giordano
Commenti (3)
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Pierfrancesco Roberti8 gennaio 2026
bellissima invocazione del marinaio all’immenso Dio affinché fermi la tempesta emozionante complimenti
Marcella Usai8 gennaio 2026
"Impressioni” è un componimento intenso che combina paesaggio naturale e introspezione spirituale, mostrando una lotta tra tormento e speranza. La poesia riesce a comunicare in maniera chiara il bisogno umano di perdono e consolazione, facendo leva su immagini potenti e un linguaggio elevato. Plauso poetessa
Giovanni Ghione8 gennaio 2026
Un’implorazione nei pericoli del mare ben congeniata dove il navigante si affida alla protezione e alla fede verso quel Dio che tutto governa! Plauso Poetessa!



