Soglie di cenere
Antonietta Angela Bianco
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Ghiaccio geme, si frantuma in lacrime mute,
cuori erranti come stormi in cieli spenti,
volti svaniscono nel gelo azzurro degli schermi,
radici assetate stringono terra esausta.
Foresta ansima contro il ferro dei server,
mano sfiora carne o scivola su vetri freddi,
fiumi ridotti a vene aperte nella polvere,
mari gonfi ingoiano sogni e fondamenta.
Sguardo fugge come acqua tra dita aperte,
mano si ritrae, fiamma che teme il vento,
silenzio tesse tele di nera complicità,
indifferenza firma il nostro lento suicidio.
Siamo creta screpolata, linfa avvelenata,
tagliamo radici e ci dissanguamo piano,
distruggere il mondo è recidere le vene,
in rivoli quotidiani svanire nel nulla.
Eppure, sul ponte di corda che oscilla,
una mano stringe, uno sguardo si carica,
voce sommessa sussurra: resto, custodisco,
cura caparbia tra cenere fa germogliare luce.
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L'autore
Antonietta Angela Bianco
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Bellissima (Daniele miraflores)
Commenti (2)
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Pierfrancesco Roberti10 gennaio 2026
testo colmo di emozioni che volano altissime nel cielo bellissimo
Daniele miraflores10 gennaio 2026
Bellissima poesia, descrivere ciò che avviene in questo modno a volte desolato utilizzando la bellissima scenografia del freddo unito al ghiaccio. brava Antonietta sai sempre come rapire la mia attenzione un abbraccio dolcissima.


