Sul filo del respiro
Antonietta Angela Bianco
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La terra scricchiola come vetro al sole,
cuori migranti, stormi senza stagione,
lo schermo è brina che ci brucia il volto,
un mare freddo dove affonda lo sguardo.
I ghiacci piangono età mai confessate,
foreste ansimano come toraci vuoti,
ogni fiume è vena aperta nella sabbia,
ogni specie un nome che si spegne piano.
Ci abita il crollo, come muffa al muro,
la mano trema e già rinuncia al gesto,
il silenzio fila complice la rete
dove la colpa impara a riposare.
Eppure basta un atto, lieve seme,
radice ostinata che spacca il cemento,
tra ciò che muore e ciò che vuole nascere
restiamo in equilibrio e scegliamo cura.
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L'autore
Antonietta Angela Bianco
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Versi molto profondi. Bellissimo testo. (Ausilia Giordano)
Commenti (1)
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Ausilia Giordano11 gennaio 2026
I versi stentano nel grido, ma è debole la voce, per ribellarsi allo sgretolarsi del mondo, cocente e silenzioso, sotto gli occhi di tutti. Lo spirito degli uomini sembra preferire obliarsi per non coinvolgere le proprie emozioni, colpe e responsabilità. Basterebbe un seme, il seme della rinascita, che possa germogliare e rinnovare la vita del mondo, ma le responsabilità son pesanti da accollarsi la ricrescita della vita e della speranza. Complimenti poetessa.

