Titanic (rondò italiano)
Peppe Cassese
2168 poesie pubblicate
+ Segui

Naufragherà nel gelo il tuo destino
in questa notte carica d’offese
tra urla disperate e tu meschino
ti porterai sul fondo storie e imprese
cori e passioni vite vilipese
moto e paura mille e mille mani
legate a doppio nodo a quel pavese
che ha cancellato in fretta il suo domani.
E sono tutti lì giganti e nani
nelle profondità del vasto mare
a ricordare al cuore gli uragani
coi volti tristi e sfatti da evocare
con la memoria viva nel remare
sopra le acque nere maledette
col suono della sorte da ostentare
tra il gufo della morte e le civette.
Nave di sogni nere virgolette
sul brogliaccio di bordo inabissato
dal tempo e delle parche le saette
incontro al fato nudo e sventurato
tra i balli e le promesse del peccato
in questo andare a zonzo clandestino
che piange prega e narra a Dio lodato
un giorno ermafrodito ed assassino.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Peppe Cassese
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Un abbraccio caro Peppe (Marcella Usai)
Grande grandissimo. (RitaLM)
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Marcella Usai16 gennaio 2026
La poesia colpisce per ambizione e intensità. Talvolta la densità simbolica può risultare ardua, ma è coerente con la volontà di trasformare il Titanic in un mito tragico, più che in un racconto. Ne emerge una visione cupa ma lucida, l’uomo, tra fede e hybris, resta sempre in balìa di forze più grandi di lui. Un testo che chiede rilettura e ascolto lento, come il mare che custodisce ciò che è affondato. Grande Peppe

