Gli abitatori di Aushwitz

La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Versi meravigliosi, complimenti (Marcella Usai)
Molto intensa e profonda, ho molto apprezzato. (Antonietta Angela Bianco)
Brava! Un caro saluto e un abbraccio (Antonietta Angela Bianco)
Bellissima oserei glaciale (Daniele miraflores)
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dolorosissima lirica sul campo di concentramento di Auschwitz non c’ era bellezza attorno c era l’aridità del nulla gli uomini e le donne trasformate in larve umane con un numero sopra io vorrei affidare tutti quelli che non sono tornati alla bontà di Dio padre nostro. bisogna ricordare che questo è stato troppe guerre ci sono in questo secolo plauso cara autrice
È una poesia intensa e dolorosa, che colpisce per il contrasto tra la vita della natura e il vuoto disumano di Auschwitz. Con immagini potentissime riesce a far sentire il silenzio, la paura e la perdita totale di dignità. Un testo che non cerca effetti, ma lascia un segno profondo e necessario nella memoria.
Poesia dolente e claustrofobica, tutta costruita sul vuoto: assenza di vita, di canto, di colore, di futuro. L’immagine finale (“valeva solo la finale soluzione”) chiude con crudezza glaciale il senso di annientamento totale. Molto efficace nel trasmettere desolazione e spersonalizzazione con immagini forti e profonde che arrivano al cuore.
Inevitabile poesia in ricordo del genocidio, strutturata bene triste ma nel medesimo riflessiva più che commuovermi, ho pensato e cara Ausilia tu sai come fare riflettere. Un abbraccio




