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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Antonietta Angela Bianco
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Impressioni 8 febbraio 2026 · lettura 1 min · 102 letture

L’impronta del domani

Antonietta Angela Bianco 977 poesie pubblicate
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Ogni gennaio apre due correnti, ciò che scompare e ciò che nasce piano, tra passi antichi e desideri ardenti il tempo tende un ponte verso mano. Il passato è una strada nella neve, segni di passi che sanno il ritorno, ci ha resi forma, voce che si muove, radice viva sotto il nuovo giorno. Il futuro è una terra ancora umida, argilla chiara che attende il calore, vi posa il cuore l’anima che dubita e il sogno incide il suo primo colore. Ricordi e voti, come fiumi in foce, si cercano nel punto dell’incontro, là cambia nome il peso di ogni croce, diventa vela il vento che va incontro. Così tracciamo, andando, la promessa, non linea dura, ma respiro umano, l’impronta è vera se rimane espressa da ciò che siamo, oggi, nel domani.
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Antonietta Angela Bianco
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Versi molto interessanti invitanti alla riflession (Ausilia Giordano)

Ottima lirica, elegante e incisiva. Complimenti. (Franco Scarpa)

Commenti (3)

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Pierfrancesco Roberti8 febbraio 2026

bellissima lirica cara autrice tu scegli le parole dalla tua grande anima arriva al cuore del lettore plauso

Ausilia Giordano8 febbraio 2026

Testo in quartine e in endecasillabi, ricchi di rime alternate e assonanze ritmiche. Il poeta sa leggere e intravedere nella natura e nelle variazioni del tempo le sottigliezze più profonde, e ne trae versi che creano meraviglia per gli occhi e il cuore di chi legge. Un insieme di giorni che contano un mese, diventano, nella penna del poeta, strada e storia, ponte ed emozione viva e manifesta. Complimenti.

Franco Scarpa8 febbraio 2026

La poesia esplora il confine tra passato e futuro, usando gennaio come simbolo di una soglia in cui ciò che è stato e ciò che deve ancora nascere si incontrano. Il passato appare come una traccia che continua a nutrire, il futuro come materia da plasmare con desiderio e coraggio. Nel punto in cui ricordi e aspirazioni si mescolano, il peso dell’esperienza si trasforma in slancio e l’idea di domani che emerge non procede lungo un percorso già tracciato, ma si configura come un processo aperto, generato dal movimento stesso dell’esistere.