Verso la Primavera
Ausilia Giordano
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Si libran le rondini volteggiando
nel cielo grigio di nubi gremito,
sotto gli ansimi del vento.
Sugli ancor nudi ranni intorpiditi
stentan le strutture dei nuovi nidi,
con affanno e fatica.
Sotto la grondaia da burrasca ripulita
si dispongono i fringuelli spediti
con accortezza per l’allestimento.
Giunge dal mare odor di tempesta
e del vento arriva il suono,
dei crepiti d’uccelli s’ode il frastuono.
Geme l’edera tutta tremante
per l’intenso freddo insistente,
con bucaneve e ciclamini avvizziti.
Appena sveglie l’azalea con il prugno
danno vita alle prime tenue gemme
e con ardire le espongon alle flemme.
Comincia la neve la sua danza
nella folata che la sospinge,
a ricordar ch’è ancor tempo di incanti.
E l’inverno impugna fiero la convinzione
nell’ostentar il proprio ingegno,
offrendo ancor seducenti emozioni.
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L'autore
Ausilia Giordano
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Un affettuoso saluto (Marcella Usai)
Commenti (2)
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Marcella Usai19 febbraio 2026
I bellissimi versi della poetessa Ausilia Giordano, sembrano suggerire che la natura non procede per rotture nette, ma per sovrapposizioni, la primavera non cancella l’inverno, lo sfida. E l’inverno, a sua volta, non è solo privazione ma “offre ancor seducenti emozioni”. C’è quasi un rispetto per la sua bellezza. severa, un’accoglienza che addolcisce. Complinenti cara.
Pierfrancesco Roberti19 febbraio 2026
bellissimi versi figure poetiche naturali molto profonde plauso


