Geometrie del silenzio
Antonietta Angela Bianco
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In piazze d’ombra e geometrie di gesso,
si ferma il tempo sopra un orizzonte,
un manichino siede nel riflesso
di un’architettura immota e senza impronte.
Sulla muraglia che il meriggio abbaglia,
tra cocci aguzzi e l’arsura del pruno,
il varco tace e la mente s’impiglia
in un silenzio che non sa nessuno.
Come una forma d’enigma concreto,
l’oggetto svelto dal suo uso antico
diventa segno, simbolo segreto
d’un mondo ignoto ed assoluto amico.
Scorre l’istante e il ponte ne misura
il fluire eterno che la mano scrive,
l’architettura si fa voce pura
tra l’onda stanca e le perdute rive.
Non chieder luce alla parola muta
che svela solo l’ombra del sentire,
nella sorpresa della cosa goduta
l’eterno attende, pronto a svanire.
©
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L'autore
Antonietta Angela Bianco
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Come sempre bellissima 😘 (Daniele miraflores)
Un abbraccio! (Giovanni Ghione)
Un abbraccio! (Giovanni Ghione)
Commenti (2)
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Pierfrancesco Roberti21 febbraio 2026
bellissima lirica cara autrice scrivi profonde riflessioni che arrivano al cuore plauso
Giovanni Ghione21 febbraio 2026
Belle impressioni nelle geometrie del silenzio che dal nulla parte e nel nulla giunge e abbraccia una poesia piccola arte che splende ancora nell ‘eterno! Elogio Poetessa!


