Cielo di latta
Antonietta Angela Bianco
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Sulla landa deserta il sole si ferma,
ombre lunghe come attese senza fine,
manichini di legno guardano il nulla
con occhi ciechi di gesso e di silenzio.
Arcate rosse incorniciano il vuoto,
un treno lontano resta sospeso
all’orizzonte, fischio muto nel vento
che non muove mai le foglie ferme.
La luce taglia il muro come lama,
meriggio accecante che brucia il tempo,
cocci e lattine brillano sul vuoto,
simboli muti di un enigma antico.
Il guanto perso sulla panchina aspetta,
mano dimenticata dal suo padrone
e il cielo è una scatola di latta azzurra
chiusa sul mistero che non si apre.
Non c’è varco, solo questa quiete strana
dove il reale si fa sogno immobile
e un peso lieve grava sulle cose
che tacciono con voce di assenza.
Nel vuoto fermo resta solo l’eco
di un passo che non arriva mai,
un’ombra che si allunga e non si spegne
nel silenzio che custodisce il niente.
©
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L'autore
Antonietta Angela Bianco
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
un caro saluto (Stefana Pieretti)
Commenti (2)
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Pierfrancesco Roberti22 febbraio 2026
bellissima lirica con figure poetiche emozionanti arriva al cuore e sono coinvolgenti plauso
Stefana Pieretti22 febbraio 2026
ogni poesia della brava poetessa è ricca di immagini e carezze di emozioni molto apprezzata con lode


