Nella soglia che respira
Antonietta Angela Bianco
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Ti cerco, padre, nella soglia rimasta
vuota dopo il tuo ultimo passo lieve,
quando la porta si chiuse piano piano
e il tuo odore ristette nella penombra.
Ora siete in due, dall’altra parte,
madre e padre, come prima del mio nascere
e io resto qui con le mani che cercano
il vostro calore nelle lenzuola fredde.
Mi manchi, padre, nel modo in cui il mattino
si sveglia senza la tua voce ruvida
che diceva “buongiorno” come un abbraccio
e mamma non c’è più a rispondere piano.
Siete diventati il silenzio che abita
le stanze dove ridevamo insieme,
un silenzio che respira ancora piano
e mi sfiora la guancia come il vostro fiato.
Eppure, quando il cuore si spezza in due,
sento che tornate, non come ombre vane,
ma come luce che entra dalla finestra
e dice, senza parole “Siamo qui, resta.”
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L'autore
Antonietta Angela Bianco
Commenti (2)
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rosanna gazzaniga26 febbraio 2026
Poesia intimistica dai versi che donano sensazioni d’amore, rimpianto e serenità! Una parte dei nostri cari resta come luce che illumina e protegge. Un plauso, è emozionante!
Pierfrancesco Roberti26 febbraio 2026
bellissima poesia figure poetiche sensoriali sul papà e sulla mamma ormai defunti e la ricerca del loro segno emozionante plauso


