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Sociale 1 marzo 2026 · lettura 2 min · 112 letture

Cenere viva

Antonietta Angela Bianco 975 poesie pubblicate
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Il tempo si è fatto nebbia densa e sorda, un ladro che depreda ogni stanza del petto. Lei siede al confine d’un mondo senza bordi, mentre i nomi dei figli cadono a terra, vetri infranti di una lingua che muore. ​ Voi cercate lo specchio d’uno sguardo che un tempo vi leggeva dentro il destino, ma lei ha cancellato i vostri lineamenti. Stringe al seno una bambola di pezza, nella nenia di un’alba senza tramonto. Pettina i fili di un figlio che non piange, con dita nodose come radici antiche, è tornata scalza nel giardino dell’inizio, ha smarrito la chiave del labirinto e corre all’indietro verso il buio. ​ C’è una severità terribile in questo: la vita che rimangia le sue promesse, la carne che dimentica il proprio sangue, la mente che si fa tela nuda e vuota. ​ Non guardatela col distacco del sano, nessuno è rocca inespugnabile al vento, siamo castelli in attesa della marea. Oggi è il suo turno di smarrirsi nel bosco. Mentre voi, madri nate dal suo oblio, le tenete la mano e piangete in silenzio.
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Versi molto potenti (Ausilia Giordano)

Commenti (2)

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cara autrice scrivi versi davvero belli con la penna d’oro del cuore emozioni davvero plauso

Ausilia Giordano1 marzo 2026

Testo in cinquine, quartine e terzine di endecasillabi e con ritmo libero. Cenere, indicata come inizio e non morte, è protagonista nascosta, misteriosa, ma viva in questi versi, e il tempo suo complice deturpa e ruba la vita, che cerca sogni e raggiungere successi. La vita è consumata dal tempo e dalle vicissitudini, sembra rimangiarsi le promesse e avverte che "nessuno è roccia" che il vento non possa turbare ed espugnare. Elogio alla poetessa.