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Sociale 5 marzo 2026 · lettura 1 min · 123 letture

La stanza dove il tempo si sbriciola

Antonietta Angela Bianco 975 poesie pubblicate
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La donna siede al centro della stanza come un continente che ha perso i suoi nomi. Gli occhi, ancora belli, non riconoscono le rotte. Davanti a lei i figli, inermi, adulti, spezzati, stranieri con il suo stesso sangue. Li guarda come si guarda il vento, c’è, ma non si può afferrare. Li ha partoriti, li ha vegliati, li ha chiamati mille volte per nome, ora quei nomi sono foglie secche, polvere sotto la lingua. Il tempo, in lei, cammina all’indietro. Scivola via dai giorni come una barca slegata, si ferma nell’infanzia dove tutto è più semplice e più crudele. Chi la ama impara l’alfabeto del silenzio, la grammatica dello strazio gentile, l’arte di essere riconosciuti senza essere visti. L’Alzheimer è un ladro educato, ruba piano, una parola al giorno, un volto alla settimana, una vita intera senza fare rumore. E noi, che crediamo di essere salvi, inermi nella nostra arroganza di sani, dovremmo guardarla bene, questa donna tornata bambina. Perché il suo destino non è un’eccezione, ma una possibilità invisibile che cammina accanto a noi.
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Commenti (4)

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questa è davvero una poesia importante parla dello strazio dell’Alzhaimer e di tutte le persone che fanno da spettatori con dolcezza e tristezza colpisce con forza il mio cuore plauso

Stefana Pieretti5 marzo 2026

quante emozioni tra questi versi! Una lirica che strazia il cuore di chi ha visto gli stessi giorni, nella propria madre. Momenti mai dimenticati e la brava poetessa ne fa una lirica di grandi emozioni, scritta sempre con la maestria e bravura che la contraddistinguono. Molto apprezzata con elogi di cuore!

Ausilia Giordano5 marzo 2026

Altamente emozionanti questi dolcissimi versi, che sembrano cantare un’età senza tempo e, che dentro portano il dolore di ciò che non è più e non può essere, poiché la sofferenza su cui scivolano le parole ci ricorda quanto siamo effimeri e delicati nel nostro essere vita contingente e quale grande passione bisogna maturare dentro, per amare sempre più e sostenere la pena di chi non può procedere nell’età senile nella sua normalità. Vivi complimenti alla poetessa.

rosanna gazzaniga5 marzo 2026

"La donna siede come un continente che ha perso i suoi nomi"...immagine potente che colpisce come un dardo! Una poesia dalla dolcezza struggente che trasmette emozioni quasi a compensare questa malattia che a volte trasporta verso l’oblio senza strappi o rumori i nostri cari.