L’eco dei banchi
Antonietta Angela Bianco
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S’apre il ricordo in polvere di gesso,
dove la mano scrive e poi cancella,
come un’onda che batte sullo scoglio.
Era un rigore d’inchiostro e di silenzio,
con le cartelle gravide di sogni
e un maestro che pareva un vecchio saggio.
Oggi il presente è un lampo di cristallo,
una finestra aperta sul domani,
dove il sapere corre dentro i fili.
Siamo naviganti in un mare immenso,
cercando un porto in mezzo alla tempesta,
mentre lo schermo brilla come un faro.
Ma il futuro s’affaccia all’orizzonte,
come un germoglio pronto alla fioritura,
senza confini libero e leggero.
Sarà una scuola fatta di respiri,
dove la mente danza con le stelle
e il cuore batte al ritmo del progresso.
Speranza è un seme dentro la feritoia,
che cerca luce tra le pietre antiche
per farsi albero e dare nuova ombra.
Non muti il fine, se si cambia il mezzo,
accender fuochi in anime assopite,
perché l’allievo superi il maestro.
E nell’abbraccio tra il gesso e il silicio,
resti la voce, l’umano calore,
unica guida in questo lungo viaggio.
©
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L'autore
Antonietta Angela Bianco
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Un testo molto profondo e ricco di significato (Ausilia Giordano)
Commenti (2)
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Pierfrancesco Roberti6 marzo 2026
bella lirica versi molto significativi sulla scuola emozionanti plauso
Ausilia Giordano6 marzo 2026
Rimembranza, raffronto e contrasto fra il passato che ha dato la base e il presente che corre veloce come attimi di "cristallo", preparando l’anima del mondo "al domani", pur nella sua incertezza. "Eppur si muove" il mondo, conducendo l’educazione e la formazione personale di giovani verso un sapere a volte evanescente, non sempre disposto a lasciare "tracce di base" come fondamenta concrete, poiché non sempre il progresso conduce seco l’optimum del cambiamento. Complimenti alla poetessa.


