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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Antonietta Angela Bianco
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Impressioni 7 marzo 2026 · lettura 1 min · 114 letture

L’eco prima del nome

Antonietta Angela Bianco 976 poesie pubblicate
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Nel punto esatto dove il nulla si sfiora l’essere indugia, tremula candela, fiamma che arde senza consumarsi ancora e incendia il tempo con luce parallela. La luce obliqua sfiora il confine muto, dove l’io si specchia in ciò che non è stato, un’ombra che precede il proprio saluto e rimanda l’istante prima del riflesso. Siamo l’attesa che precede ogni nome, parola non detta che il vuoto custodisce, eco di un grido che non trovò mai forma eppure vibra nelle cose che tacciono e vivono. L’infinito si china a bere un soffio dalla coppa incrinata dell’adesso, beve se stesso e resta ancora assetato, traccia di luce su un marchio lontano e acceso. E tu che passi sei l’orlo del mistero, là dove l’io si scioglie nel tu profondo, non sei né qui né altrove, eppure intero, ferita d’esistere che il nulla ha ricucito al mondo.
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Antonietta Angela Bianco
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Antonietta sei grande un abbraccio (carla composto)

Versi molto potenti e stimolanti alla riflessione. (Ausilia Giordano)

Commenti (4)

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bellissima lirica con versi ebri di dolcezza cara autrice volli via come la rondine plauso

carla composto7 marzo 2026

dolcisima opera bellissima per ciò che esprime sempre intense opere plauso sincero

Ausilia Giordano7 marzo 2026

Testo strutturato in quartine di endecasillabi, con versi liberi e alcune rime alternate, con assonanze ritmiche. parole che stimolano la riflessione profonda sul mistero dell’esistenza, a partire dai dubbi che si pongono l’essere e il nulla. Tutto in mondo di incertezze e di dubbi si apre ogni attimo alla mente dell’umanità. L’uomo è attesa, è essere vivente prima di esistere, raggomitolato nell’infinito che contiene il tutto. elogio alla poetessa.

Alma Gjini8 marzo 2026

È un viaggio dove la parola si fa lama e cura, scavando nell’abisso dell’esistenza per trovarne il senso più segreto. Mi ha colpito l’immagine della "coppa incrinata dell’adesso", descrive perfettamente la nostra fragilità umana, capace però di contenere l’infinito. È un testo che non si limita a guardare il mistero, ma lo abita, trasformando la "ferita d’esistere" in un punto di contatto magico con il mondo. C’è una profondità che toglie il fiato, come se ogni verso fosse una candela accesa davanti all’ignoto.