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Riflessioni 8 marzo 2026 · lettura 2 min · 119 letture

La notte più lunga

Alma Gjini 245 poesie pubblicate
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La casa tace come un cuore sospeso, le ombre si piegano sui mobili spenti, e io cammino tra l’eco dei passi che non ci sono, cercando un tuo respiro nei silenzi lenti. La luce filtra dai vetri come polvere di memoria, ogni oggetto trattiene un frammento di te, il tavolo, la sedia, il vecchio orologio parlano lingue che non so più comprendere. Fuori la città respira ignara, ma qui dentro il tempo ha smesso di scorrere, ogni istante pesa come inverno, ogni sospiro è un addio che ancora non vuole partire. Ho raccolto la tua voce tra le mani, ma si dissolve come fumo al mattino, resta solo il vuoto che assomiglia a un mare e io navigo da sola, senza porto né destino. E quando la notte si fa infinita, chiudo gli occhi e ti immagino vicino, ma il tuo silenzio è un labirinto senza uscita, e il vuoto ti stringe al petto, più reale di ogni presenza. Ora il mondo si regge senza il tuo braccio, e io cado, tremante, senza il pilastro amato, ogni certezza si spezza in mille schegge di silenzio, e resto sospesa, fragile, come un albero del primo amore privato.
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Alma Gjini
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Bellissima e malinconica (Marcella Usai)

Bellissimi versi, congratulazioni. Un caro saluto (Antonietta Angela Bianco)

Commenti (4)

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Marcella Usai8 marzo 2026

Nel dolore della perdita il tempo sembra fermarsi, la realtà continua fuori, ma dentro resta solo nostalgia e smarrimento. Il linguaggio dolce, delicato e pieno di immagini poetiche, rendono forte il senso di tristezza e di amore che continua anche nell’assenza. Molto sentita

bellissimi e malinconici versi con figure poetiche emozionanti plauso

​ Il testo esplora l’assenza e il dolore della perdita attraverso il vuoto di una casa dove gli oggetti diventano custodi di memorie silenziose. La protagonista naviga in un mare di solitudine, cercando un respiro che non c’è più, mentre il tempo si ferma e il silenzio diventa una presenza fisica che toglie ogni certezza.

Ausilia Giordano8 marzo 2026

Testo strutturato in quartine di endecasillabi e con ritmo di versi liberi. Forte e sofferto è il tono del conversare con la figura interessata, ma che manca all’appello. Una casa vuota, che non presenta l’eco della conversazione a due, ma che ascolta e soffre per una direzione di parole che sembrano andare a vuoto. Un lamento piano e forte contemporaneamente, il dolore sale dal cuore e si esprime nelle parole che non hanno risposta. Intanto la città continua il proprio corso con i suoi vissuti, ignorando la grande sofferenza e la tristezza vissuta da un’anima in una lunghissima attesa in solitudine. Elogio alla poetessa.