Sotto il respiro della notte
Antonietta Angela Bianco
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La notte scende come un lento velo,
fiato posato sulle cose mute
e il mondo piega il suono e la memoria
dentro un silenzio vigile e profondo.
Quando le strade cedono al vuoto,
qualcosa si discioglie nell’ombra,
segreti come inchiostro dentro l’acqua,
forme senza confine né dimora.
Ogni passo interroga ciò che manca,
ogni ombra è soglia mai pronunciata;
la notte non risponde né trattiene,
ascolta come pietra che ricorda.
Ritornano i volti senza tempo,
le parole rimaste sulla soglia,
le figure di noi mai incarnate,
stelle spente prima di avere nome.
E il bello riaffiora, breve e oscuro,
come luce piegata nello specchio,
un gesto minimo, un riso remoto
che il giorno ha disperso senza traccia.
La notte siamo noi, senza contorni,
materia fragile in cerca d’ascolto,
centro segreto dove il giorno muore
e resta vivo ciò che non sappiamo.
©
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L'autore
Antonietta Angela Bianco
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Le sensazioni lasciate dai lettori.
Un caro abbraccio. (Ausilia Giordano)
Un caro abbraccio. (Ausilia Giordano)
Commenti (2)
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Pierfrancesco Roberti12 marzo 2026
cara autrice scrivi la notte con lo spirito autentico e di verità mi emozioni plauso
Ausilia Giordano13 marzo 2026
Un "lento velo" la notte, periodo di riposo che abbraccia l’anima per chi veglia durante il giorno. Magia e mistero riserva per chi la vive pienamente, accogliendone le sensazioni che offre, ed è il momento in cui si può riconoscere che il giorno non muore, ma continua a vivere nella continuità della riflessione di ciò che è stato e delle soluzioni che può soffrire. Elogio alla poetessa.


