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Pierfrancesco Roberti
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nel corridoio dell’ospedale vivono i rotti del silenzio
lacrime del disequilibrio
urla lo psicotico legato dalla cinta del pensiero
gli infermieri parlano con empatia alla disperazione degli occhi
lì siamo tutti disperati ci abbracciamo come amici
piango nell’angolino del corridoio nel silenzio del vento
forte sedazione che ruggisci l’inferno degli occhi chiusi
lì mi sono sentito a casa in un silenzio protetto
due anni fa sono uscito fuori a piccoli passi.
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L'autore
Pierfrancesco Roberti
Commenti (2)
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Marcella Usai12 marzo 2026
Pierfrancesco, nella tua poesia si sente molto il dolore e la fragilità vissuta nel reparto. Le immagini sono forti e fanno percepire la solitudine, ma anche la vicinanza tra le persone che soffrono nello stesso luogo. Colpisce il contrasto tra disperazione e quel “silenzio protetto” che, in qualche modo, ti ha fatto sentire al sicuro. È un testo intenso e sincero, che racconta un percorso difficile e l’uscita, passo dopo passo. Versi che toccano
Rosita Bottigliero12 marzo 2026
Quel dolore silenzioso che si insinua anche nei sorrisi ...molto sentita questa poesia, complimenti


