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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Antonietta Angela Bianco
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Riflessioni 14 marzo 2026 · lettura 1 min · 100 letture

Del desiderio io canto

Antonietta Angela Bianco 977 poesie pubblicate
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Del desiderio io canto, fame ardente, angelo cieco che morde la carne, stella sepolta nel sangue dell’uomo per ricordare ciò che non ha nome. Nasce nel varco segreto del vuoto, dove l’anima trema e si tende e con mani ferite d’invisibile tocca il confine e lo chiama vita. È preghiera del corpo in rivolta, luce che brucia senza consumare, forza che spinge oltre il limite umano e fa del dolore una soglia sacra. Talvolta assume il volto dell’attesa, nostalgia lenta che veglia il tempo, nome inciso nel fiato notturno, assenza amata più della presenza. Quando discende nella carne nuda, non chiede perdono né promessa, è sete antica di essere interi, di perdersi vivi per conoscersi. Del desiderio io canto la piaga, ferita aperta che genera luce, senza di lui la vita resta muta, con lui anche il buio impara a pregare.
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Versi molto profondi e riflessivi. Un abbraccio (Ausilia Giordano)

Commenti (2)

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bellissima lirica cara autrice dai ai tuoi versi le pennellate di meravigliosi colori mi emozioni plauso

Ausilia Giordano14 marzo 2026

Testo strutturato in quartine e in endecasillabi, con ritmo libero. I versi si aprono coraggiosamente su un enigma della passione: desiderio, come fuoco ardente incognito che s’interpone tra il sentimento e la ragione. E’ un coinvolgimento dei sensi che non riconoscono più limiti, ma che corrono verso l’appagamento come una cosa di diritto. Complimenti all’autrice.