Del desiderio io canto
Antonietta Angela Bianco
977 poesie pubblicate
+ Segui

Del desiderio io canto, fame ardente,
angelo cieco che morde la carne,
stella sepolta nel sangue dell’uomo
per ricordare ciò che non ha nome.
Nasce nel varco segreto del vuoto,
dove l’anima trema e si tende
e con mani ferite d’invisibile
tocca il confine e lo chiama vita.
È preghiera del corpo in rivolta,
luce che brucia senza consumare,
forza che spinge oltre il limite umano
e fa del dolore una soglia sacra.
Talvolta assume il volto dell’attesa,
nostalgia lenta che veglia il tempo,
nome inciso nel fiato notturno,
assenza amata più della presenza.
Quando discende nella carne nuda,
non chiede perdono né promessa,
è sete antica di essere interi,
di perdersi vivi per conoscersi.
Del desiderio io canto la piaga,
ferita aperta che genera luce,
senza di lui la vita resta muta,
con lui anche il buio impara a pregare.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Antonietta Angela Bianco
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Versi molto profondi e riflessivi. Un abbraccio (Ausilia Giordano)
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Pierfrancesco Roberti14 marzo 2026
bellissima lirica cara autrice dai ai tuoi versi le pennellate di meravigliosi colori mi emozioni plauso
Ausilia Giordano14 marzo 2026
Testo strutturato in quartine e in endecasillabi, con ritmo libero. I versi si aprono coraggiosamente su un enigma della passione: desiderio, come fuoco ardente incognito che s’interpone tra il sentimento e la ragione. E’ un coinvolgimento dei sensi che non riconoscono più limiti, ma che corrono verso l’appagamento come una cosa di diritto. Complimenti all’autrice.


