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Riflessioni 17 marzo 2026 · lettura 1 min · 151 letture

L’Errante Immobile

Alma Gjini 244 poesie pubblicate
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Non ho polvere tra le dita, perché dita non possiedo, né impronte lascio sul sentiero che al passo degli uomini invita. Sono il brivido che scuote la vela ma ignora il peso oscuro del porto, un respiro che tra le nubi svela l’azzurro vasto - eppure è morto al tocco dei solchi e della duna. M’invento una patria tra le fronde, ma la foglia cade - e resto sola, senza un sasso che mi faccia sponda, senza una riva che freni il mio volo. Cercatemi dove il vuoto s’increspa, dove il nulla si fa canto e tormento sono l’eterno che mai si arresta - il mondo intero in un soffio di vento.
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Ispirata al dipinto Donna al vento di Loredana Puglisi, questa poesia nasce dall’immagine di una presenza sospesa e attraversata dal vento. Un soffio errante che non lascia impronte, ma attraversa il mondo.

L'autore
Alma Gjini
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Le sensazioni lasciate dai lettori.


Bellissimi versi! (Marcella Usai)

Versi molto apprezzati. Un affettuoso abbraccio 🥰 (Antonietta Angela Bianco)

Commenti (4)

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bellissima lirica cara autrice scrivi versi come se fossero quadri emozioni tanto complimenti

Marcella Usai17 marzo 2026

La poesia di Alma Gijni evoca con delicatezza l’immaterialità e la libertà del vento. L’autrice descrive un essere senza corpo né impronte, capace di muoversi ovunque senza lasciar traccia, simbolo di un’energia pura e sfuggente. Le immagini del porto, delle nubi e delle fronde creano un contrasto tra il limite del mondo terreno e l’infinito spazio aperto, sottolineando la solitudine e l’indipendenza del vento, che è insieme forza e presenza invisibile. Sognante e coinvolgente.

Ausilia Giordano17 marzo 2026

Un protagonista segreto, immaginario si aggira tra i versi di questo testo distinto in tre strofe di quartine e una di cinquina, tutti versi in endecasillabi, con ritmo libero e alcune assonanza ritmiche. Sensazioni ed emozioni scandiscono la presenza invisibile del protagonista, come sibilo di vento, fantasmatico, che non lascia tracce, ma che vive il tormento di una sofferenza. Versi molto coinvolgenti.

Una lirica di eterea e malinconica libertà. L’anima si identifica con il vento: un’entità priva di corpo e di impronte, che non appartiene alla terra né ai suoi limiti. È il canto di una solitudine assoluta che, rifiutando ogni confine e ogni approdo, trova la sua patria nell’infinito e nel nulla. Molto intensa e bella poesia, congratulazioni. ​