Il risveglio dell’etere
Antonietta Angela Bianco
976 poesie pubblicate
+ Segui

Già l’alba sparge il suo pallido oro
sulle palpebre chiuse della terra,
finisce della notte il triste coro
mentre il chiarore l’ombra ne disserra.
S’apre l’etere terso al primo raggio
che bacia il monte e la valle assopita,
il mondo intraprende il suo viaggio
nel rito quotidiano della vita.
Desta è la speme in questo nuovo giorno,
fiorisce tra le dita il desiderio,
mentre svanisce ogni cupo contorno
e si dissolve il nebbioso mistero.
L’uomo solleva il suo sguardo stancato
verso quel mare di luce infinita,
si sente parte di tutto il creato
e in ogni fibra ne avverte la vita.
Come rugiada che il sole consuma
per farsi vapore che sale nel cielo,
così ogni affanno si perde tra i fumi
mentre la luce squarcia l’ultimo velo.
Siamo promessa di un’alba perenne,
battiti caldi in un mondo di gelo,
mentre il mattino con ali solenni
scrive la gioia sul volto del cielo.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Antonietta Angela Bianco
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Pierfrancesco Roberti18 marzo 2026
ogni volta cara autrice scrivi versi meravigliosi meriti una menzione per ogni tua poesia mi emozioni plauso
Ausilia Giordano19 marzo 2026
Un canto alla natura e al creato nasce da questi meravigliosi versi, e si diffonde nell’animo del lettore, che ne rimane estasiato. Dall’alba al tramonto l’etere, come energia vitale, scivola leggiadra e rivive con il creato la sua stessa essenza. L’uomo non può che alzare lo sguardo verso il cielo in segno di ringraziamento. Elogio grande alla poetessa.


