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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Antonietta Angela Bianco
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Impressioni 19 marzo 2026 · lettura 1 min · 93 letture

Non è solo pianto

Antonietta Angela Bianco 976 poesie pubblicate
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Una goccia lenta apre confini di crepuscolo, un mare di specchi dove il tempo inventa l’eco di voci che il cuore tiene vicine. Non è solo sale, non è solo pianto, è la porta socchiusa di un giardino segreto, dove il gelsomino profuma d’incanto e ogni petalo custodisce un mio difetto. Attraverso quel vetro di goccia sospesa ritrovano forma le stelle cadute, le mani che un giorno si sciolsero in resa, le promesse vestite da ali perdute. Eppure in quel pianto, se ascolto più a fondo, batte un tamburo di luce dorata, la gioia nascosta che indossa il suo mondo quando la vita si sente salvata. Dietro la lacrima abita il vero, un silenzio che canta, un buio che sa di mattino, di madre, di primo pensiero, di chi sono davvero e non lo dirà. È il mio mondo fragile, intatto, selvaggio, che si specchia e si nasconde in una stilla, lo porto nel petto, lo chiamo coraggio e ogni volta che scende rinasco, scintilla.
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Versi molto apprezzabili. (Ausilia Giordano)

Commenti (3)

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cara autrice scrivi bellissimi versi che mi ubriacano di gioia e di emozioni plauso

Ausilia Giordano19 marzo 2026

Testo strutturato in una terzina e continuante in quartine, dove si avvicendano versi liberi nei primi sette versi, e rime alternate nelle altre quartine fino alla fine. Una goccia non veloce, ma cauta, lenta scivola aprendo tutto un mondo dove la poetessa s’immerge, leggendo nel proprio animo sensazioni ed emozioni coinvolgenti, in un’analisi seriosa del proprio sentire. L’ascolto di se stessi è sempre un’atto altamente impressionante,. poiché emerge tutto l’amaro e il dolce e la passionalità del vivere traumi e serenità. E’ il resoconto in cui affonda l’anima. Complimenti alla poetessa.

Alma Gjini19 marzo 2026

Questa poesia trasforma la lacrima in uno spazio vivo, dove il dolore prende forma e diventa verità. La fragilità non è cedimento, ma una forza silenziosa che custodisce luce. Sotto il pianto si muove qualcosa di più profondo, un’identità che si riconosce senza bisogno di dirsi. E in quella scintilla finale si apre una rinascita intima, necessaria, profondamente autentica.