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Riflessioni 21 marzo 2026 · lettura 1 min · 104 letture

La misura delle assenze

Alma Gjini 244 poesie pubblicate
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Non si accorgono subito di mancare, le cose. Restano appese ai gesti minimi la tazza che scegli senza pensarci, la sedia che eviti con il ginocchio, il lato del letto che non rifai. All’inizio è solo una distrazione, una svista dell’abitudine. Poi impari a riconoscere il vuoto dalla precisione con cui si dispone le chiavi sempre nello stesso punto, il silenzio che arriva puntuale prima ancora della sera. Ci sono oggetti che resistono più a lungo, come se avessero memoria una giacca che trattiene la forma delle spalle, un libro piegato a metà frase, il sapone consumato da mani che non tornano. Li lasci dove sono per non disturbare l’illusione che tutto continui. Anche il tempo collabora - non cancella - sposta appena. Così impari a vivere in stanze precise, a non urtare ciò che non c’è più, a fare spazio senza fare rumore. E capisci che perdere qualcuno non è un crollo, ma una geometria un sistema esatto di distanze in cui continui a muoverti senza toccare.
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Alma Gjini
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Un affettuoso saluto (Marcella Usai)

Lirica intensa e profonda. Molto apprezzata. (Antonietta Angela Bianco)

Commenti (3)

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davvero bella la poesia riesci a verseggiare anche i particolari più piccoli sei una poetessa davvero brava complimenti

Marcella Usai21 marzo 2026

Quando qualcuno manca, non lo si capisce subito: sono i piccoli gesti quotidiani a far emergere il vuoto. Gli oggetti e le abitudini sembrano conservare la presenza di chi non c’è più, creando un’illusione di continuità. Alla fine, il dolore diventa un equilibrio silenzioso: impari a vivere evitando quel vuoto, come se fosse una “geometria” fatta di distanze precise. Bellissima

Questi versi sono una carezza malinconica che ci insegna a camminare tra i vuoti lasciati da chi non c’è più. È straordinario come la poesia riesca a trasformare il dolore di un’assenza in una coreografia invisibile: non siamo soli in una stanza vuota, ma ci muoviamo in uno spazio popolato da "oggetti- memoria" che continuano a parlarci. L’idea che la perdita non sia uno schianto improvviso, ma una geometria silenziosa, ci restituisce una forma di pace: impariamo a fare spazio al ricordo senza fare rumore, trasformando la mancanza in una nuova, delicatissima abitudine. Congratulazioni letta con molto interesse, è meravigliosa. Sei .