Piazza oltre il tempo
Antonietta Angela Bianco
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Nella piazza dormiente delle ore
l’ombra misura il passo dell’eterno,
un guanto vuoto pensa al suo signore,
la statua ascolta il cielo più interno.
Un treno immobile fischia nel silenzio,
la distanza è una porta senza muro,
il tempo posa il capo sullo spazio
e resta, come un dio stanco e oscuro.
Oggetti orfani vegliano la mente,
una bussola punta verso il nulla,
l’arancio brucia freddo, assente,
la logica si piega e si trastulla.
Scorre la memoria come acqua ferma,
ponte di luce sopra il non ritorno,
la forma cerca il senso e si conferma
architettura cieca dell’intorno.
Cerco un varco nel muro delle cose,
ma il sole acceca il segno e lo disfa,
resta l’enigma e il vero non si pose,
solo il mistero, nudo, resterà.
©
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L'autore
Antonietta Angela Bianco
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
, un abbraccio (Alma Gjini)
Commenti (2)
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Pierfrancesco Roberti22 marzo 2026
bellissima lirica palpito il mio cuore nella freccia del silenzio mi emozioni complimenti
Alma Gjini22 marzo 2026
È una poesia densa e quasi metafisica, come se si muovesse in uno spazio sospeso tra realtà e pensiero. Le immagini sono stranianti - oggetti che pensano, il tempo che si adagia, la logica che si piega-, e creano un senso profondo di smarrimento, ma anche di ricerca. Alla fine resta una verità spoglia: non una risposta, ma il mistero stesso, che abita le cose e, in silenzio, ci guarda.


