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Riflessioni 22 marzo 2026 · lettura 1 min · 107 letture

Taci

Giuseppe Mauro Maschiella 683 poesie pubblicate
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“Non chiederci” ... la parola che supera distanze e fa ponti tra terre e continenti, la parola per far vivere eventi aldilà di barriere e lontananze. Ma cosa può oggi un poeta davanti ad un tempo sconvolgente per dare voce nuova al triste niente? Taci, non ascoltar le canzoni nuove che stonano con l’antica melodia, sopita anche l’amata fantasia sempre in cerca di quel che commuove. Guarda le nostre dita, guarda i polpastrelli non danno più carezze da una vita guarda come s’è spenta e inaridita la voce che cantava gli stornelli. La terra chiama a sé lo sguardo chino e un’ombra sfoglia mondi arcani che danno linfa ai desideri umani ma si fa impervio ogni cammino. "Non domandarci la formula” ... digerire l’ignoranza è troppo dura e credere in evoluzioni senza consistenza, esiste la poesia, ma c’è insipienza in chi crede al suo tocco di magia. E nella metamorfosi blasfema nel nostro anelito ad una verità suprema, soffriamo come foglie appese al ramo del nulla, che irrimediabilmente siamo.
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Eugenio Montale - "Non chiederci la parola"

L'autore
Giuseppe Mauro Maschiella

Ho iniziato nel 2014 e continuo il mio hobby di scrivere poesie. Generalmente la poesia di grandi poeti esalta la bellezza nelle sue varie forme: della donna, della natura, della creazione, ecc… esaltando cosi le illusioni. Il mio modo di fare poesia è diverso: anche io a volte esalto la bellezza, ma in quasi tutte le

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Letta con interesse e piacere. Cari saluti (Marcella Usai)

Bellissima, complimenti grande Poeta, Saluti cari (Franca Merighi)

Un caro saluto 🥰 (Antonietta Angela Bianco)

Commenti (4)

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bellissima lirica scrivi stupendi versi con parole vere scelte tra le stelle mi emozioni complimenti

Marcella Usai22 marzo 2026

Il poeta riflette sul potere e i limiti della parola in un’epoca di distacco e crisi. Si interroga sul suo ruolo: può ancora dare voce alle emozioni e unire le persone, o resta impotente di fronte al vuoto del mondo contemporaneo? L’autore usa immagini concrete, come dita che non danno carezze e voce spenta, per mostrare la perdita di contatto umano e di tradizione. La poesia evidenzia anche la difficoltà di comprendere la realtà: la conoscenza e la magia della parola non bastano a colmare l’ignoranza e l’incertezza. Nella chiusa, l’uomo appare fragile e destinato al nulla, come “foglie appese al ramo”. IlUna riflessione sul valore e i limiti della poesia, sulla nostalgia per ciò che si è perso e sulla fragilità dell’esistenza. Plauso

Franca Merighi23 marzo 2026

Si, dice bene il nostro grande Poeta Maschiella, "Taci", davanti a tanti orrori, a tanta indifferenza, solo conta il potere dei soldi, a costo di passare sopra il sangue di tanti innocenti. Le parole non servono più- !

Questa lirica è un amaro grido di resa intellettuale. Il poeta moderno si scopre privo di formule o verità salvifiche, osservando con malinconia come la parola, un tempo ponte tra mondi, si sia ridotta a un silenzio impotente davanti al "nulla" esistenziale. Resta solo la consapevolezza della nostra fragilità, simili a foglie sospese sul vuoto. Congratulazioni è bellissima.