La chiave
Antonietta Angela Bianco
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Il perdono è una porta senza chiave,
che apre dall’interno, piano, al buio;
è vento che dissolve antiche lave
e spezza il nodo cieco del rancore.
Ci muoviamo tra spine di memoria,
inermi al peso d’ombre non risolte;
l’errore ha mille volti nella storia,
c’è chi ferisce e chi non sa le colpe.
Talvolta il male nasce per distrazione,
talvolta affonda il colpo per ferire;
e il sangue non distingue l’intenzione,
lascia una traccia che non vuol guarire.
Perdonare non è cenere sul fuoco,
né oblio gettato al vento dell’istante;
è scegliere l’amore, a poco a poco,
senza tradire il vero del passato.
È lama a doppio filo, salva o stringe,
chiede coraggio, tempo e dignità;
fa pace dentro, mentre fuori spinge
a non confondere bontà e pietà.
Se un giorno fossi io l’anello rotto,
inerme, nudo al giudizio altrui,
vorrei quel gesto lieve e mai devoto
che rende l’anima più grande di chi fui.
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Antonietta Angela Bianco
Commenti (1)
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Ausilia Giordano24 marzo 2026
Testo in quartine di endecasillabi, con ritmo di rime alternate. L’argomento sembra essere la continuazione de "Il nodo sciolto" pubblicato ieri. Il perdono è un’arma potentissima, che disarma l’avversario già prima della lotta e/o della rivalsa. Il perdono è la lancia che cova nel cuore di chi non conosce odio, o che è inteso a togliere spine acuminate dopo la disputa. Il testo è di grande insegnamento. Elogio alla poetessa.

