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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Arelys Agostini
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Sociale 25 marzo 2026 · lettura 2 min · 98 letture

All’illusione del potere

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Arelys Agostini 689 poesie pubblicate
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Indottrinati avanzano, ciechi di fede, credendo di colpire il loro nemico; ma negano la ragione quando è riforma e avanzano, ignari, verso l’abisso. Non vedono che il prezzo è sempre immenso quando l’idea soppianta il vivo giudizio e il dogma s’innalza, rigido, sul trono dove la luce dovrebbe governare. -Ignoranza, Harry!- grida la memoria con voce antica sul margine dei giorni. Brucia il giardino; disputano il fiammifero come se lì risiedesse la giustizia. Io custodisco invece un breve spazio di verde ostinato, lucido e paziente: lì semino chiarezza dentro l’ombra e irrigo con una fede che non impone. Se il fuoco giunge, fedele alla sua legge, sarà la mia dimora l’ultima in cenere e forse la prima a levarsi viva dall’intimo buio della terra. Conosco bene la ferita della guerra, la fede malsana che inganna l’affamato con pane di fumo e vane promesse. Conosco la scia amara dei miei morti, due volte esiliati dalla storia, attraversando il mare con tutto perduto, imparando che il suolo sotto l’uomo può tremare quando il dogma comanda. Per questo non temo il movimento né il vecchio tremore dell’instabile: abito il sole che arde in questo istante con responsabilità e con memoria, sapendo che la vita non si dona a chi la offre avvolta in miraggi. Le radici profonde non si arrendono: si aggrappano alla terra con più forza, respirano in silenzio la certezza e crescono dove il vento le percuote. Ma chi non ha mai perso ciò che aveva né ha visto la sua casa farsi polvere non può comprendere, neppure a parole, il prezzo atroce di ogni idea fallita.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Questo poema non intende indicare ideologie specifiche né imporre un’unica chiave di lettura. Nasce dalla memoria, dall’esperienza ereditata e dalla riflessione sui cicli che la storia ripete quando il giudizio cede al dogma. Come ogni testo lirico, il suo senso non è univoco: invita a essere attraversato dalla coscienza di chi legge. Qui non vi sono proclami, ma interrogativi; non verità chiuse, ma un avvertimento che affiora dalla vita vissuta. Se tra i versi qualcuno riconosce una voce scomoda, forse non è il poema a imporla, ma la realtà stessa che, a volte, insiste nel farsi ascoltare.

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L'autore
Arelys Agostini

Arelys Agostini, Italo venezuelana; è una poetessa "dilettante". Le sue poesie sono un viaggio attraverso emozioni crude e speranze tenaci, espresse con un linguaggio che danza tra passione, denuncia, introspezione, e il suo impegno nel denunciare le ingiustizie, senza perdere l’ironia. La natura è spesso presente nel

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